IA, stretta sui deepfake e miliardi sul tavolo: cosa è successo negli ultimi 3 giorni

IA, stretta sui deepfake e miliardi sul tavolo: cosa è successo negli ultimi 3 giorni

Tra il 17 e il 19 luglio 2026 l’intelligenza artificiale ha mostrato due volti che convivono e si scontrano: l’esigenza di regole più stringenti sull’uso improprio e l’enorme fiducia dei capitali nelle piattaforme che promettono di scalare il mercato. A San Francisco le autorità locali hanno ordinato ad Apple e Google di rimuovere dagli store le app “nudify” che trasformano foto in immagini intime non consensuali, richiamando le leggi californiane che criminalizzano la diffusione di deepfake pornografici e prevedono azioni civili contro i facilitatori. La richiesta è stata formalizzata dal City Attorney David Chiu e ha già prodotto rimozioni e sospensioni iniziali da parte dei due store. Ne ha scritto in dettaglio TechCrunch. ([techcrunch.com](https://techcrunch.com/2026/07/17/apple-and-google-ordered-to-purge-nudify-apps-from-app-stores/))

La risposta del settore ai “predoni” dei contenuti si sta facendo più concreta anche fuori dagli store. Il 17 luglio Patreon ha annunciato che non si limiterà più a chiedere ai crawler di rispettare il robots.txt, ma bloccherà attivamente i bot che usano il materiale dei creator per addestrare modelli, grazie agli strumenti di AI Crawl Control forniti da Cloudflare. I test interni hanno mostrato un crollo dei tentativi di accesso dei bot, segnando uno spartiacque nella tutela del lavoro creativo online. ([techcrunch.com](https://techcrunch.com/2026/07/17/patreon-stops-asking-ai-bots-not-to-scrape-and-starts-blocking-them/))

Mentre le regole si fanno più dure, i soldi continuano a piovere su chi vende infrastrutture e soluzioni AI alle imprese. Sempre il 17 luglio, Databricks ha comunicato un nuovo round che la valuta 188 miliardi di dollari, con la chiusura prevista entro l’estate. È l’ennesima tappa di una corsa finanziaria accelerata dal riposizionamento dell’azienda su prodotti per agenti AI, data governance e, soprattutto, sull’adozione pragmatica di modelli a peso aperto per contenere i costi di inferenza nei casi d’uso reali delle sue migliaia di ingegneri. Il messaggio al mercato è chiaro: l’AI “da implementare” vale quanto, se non più, dell’AI “di frontiera”. ([techcrunch.com](https://techcrunch.com/2026/07/17/databricks-hits-188b-valuation-extending-its-run-as-ais-favorite-second-act/))

Nel frattempo, il 19 luglio è emersa una contro‑narrazione che punta a un’infrastruttura pubblica dell’AI. La no‑profit Current AI, sostenuta da governi e fondazioni, sta costruendo uno stack aperto e strumenti offline che funzionano in decine di lingue, dall’India al Brasile passando per l’Africa. L’obiettivo è evitare che l’AI resti appannaggio di poche aziende private e che interi patrimoni culturali rimangano invisibili ai modelli dominanti. È un’idea semplice e radicale: riportare l’AI allo spirito originario del Web, come bene comune. ([techcrunch.com](https://techcrunch.com/2026/07/19/nonprofit-current-ai-is-racing-to-build-the-world-wide-web-of-ai-free-for-all/))

Non sono mancati, nelle stesse ore, segnali che l’AI stia già cambiando le “tubature” della sicurezza digitale a livello di sistema operativo. Il 18 luglio Windows Central ha riportato che l’aggiornamento cumulativo di luglio per Windows 11 ha corretto 570 vulnerabilità e che Microsoft attribuisce l’aumento del volume di fix al ricorso ad agenti e modelli AI per l’individuazione più rapida dei bug. Non è soltanto un numero record: è l’indizio di come l’AI stia accelerando il ciclo difensivo, alzando l’asticella delle aspettative anche sul fronte dell’affidabilità degli update. ([windowscentral.com](https://www.windowscentral.com/microsoft/windows-11/windows-11s-massive-july-2026-update-shows-how-ai-is-changing-patch-tuesday))

Il mosaico si completa con la disputa legale che incombe sul percorso hardware di OpenAI. Il 19 luglio, nel podcast‑analisi di TechCrunch, giornalisti ed esperti hanno discusso l’impatto potenziale della causa per segreti industriali avviata da Apple sui piani del primo dispositivo fisico di OpenAI e, per estensione, sulla sua tempistica di IPO. Se la “nuova Siri” di Apple entra in beta pubblica e spinge l’assistente dentro l’ecosistema iOS, l’eventuale dilazione dell’hardware rivale cambierebbe gli equilibri della corsa ai dispositivi AI‑native. ([techcrunch.com](https://techcrunch.com/2026/07/19/can-an-apple-lawsuit-derail-openais-hardware-plans/))

Il filo che unisce queste notizie è la normalizzazione dell’AI: non più solo demo spettacolari, ma scelte di policy concrete contro gli abusi, strumenti per proteggere i creator, capitali che cercano ritorni su stack efficienti e, insieme, tentativi di ribilanciare l’innovazione verso il bene pubblico. È la settimana in cui l’AI mostra, ancora una volta, che maturità significa tenere insieme diritti, sicurezza e sostenibilità economica.

Fonti originali
TechCrunch: Apple and Google ordered to purge ‘nudify’ apps from App Stores
TechCrunch: Patreon stops asking AI bots not to scrape — and starts blocking them
TechCrunch: Databricks hits $188B valuation, extending its run as AI’s favorite second act
TechCrunch: Nonprofit Current AI is racing to build the World Wide Web of AI, free for all
Windows Central: Windows 11’s massive July 2026 update fixes 570 vulnerabilities and shows how AI is quietly reshaping Patch Tuesday itself
TechCrunch: Can an Apple lawsuit derail OpenAI’s hardware plans?